L’articolo analizza la proposta europea nota come “Chat Control” con specifico riferimento alla prevenzione e al rilevamento dell’adescamento di minori nelle comunicazioni digitali. Muovendo dall’esame del quadro normativo europeo e italiano, il contributo evidenzia un significativo disallineamento tra la definizione di «adescamento» accolta dalla Convenzione di Lanzarote e dalla direttiva 2011/93/UE, da un lato, e quella più ampia adottata dal legislatore italiano, dall’altro. Tale divergenza incide direttamente sulla compatibilità giuridica e sull’efficacia dei sistemi automatizzati di rilevazione previsti dalla proposta di regolamento. L’analisi mette in luce i limiti strutturali delle tecnologie di monitoraggio applicate alle comunicazioni testuali, il rischio di sovra- e sotto-inclusione delle condotte penalmente rilevanti e le conseguenti implicazioni per i diritti fondamentali, in particolare per la privacy e la certezza del diritto, auspicando un maggior coordinamento tra disciplina penale, soluzioni tecnologiche e obiettivi di armonizzazione europea.